Walter Benjamin
Walter Benjamin
Walter Benjamin è un filosofo, scrittore e critico culturale tedesco del Novecento. Nasce nel 1892 e muore nel 1940. È vicino alla Scuola di Francoforte e ai filosofi come Adorno e Horkheimer, anche se il suo pensiero è molto personale e originale.
Benjamin vive in un periodo segnato:
dalla crescita delle città moderne;
dal capitalismo;
dalla diffusione della tecnologia;
dal nazismo;
dalle guerre mondiali.
Essendo ebreo, durante il nazismo è costretto a fuggire dalla Germania. Nel 1940, mentre cerca di scappare dall’Europa occupata dai nazisti, si suicida al confine tra Francia e Spagna.
La sua filosofia è molto complessa, ma si occupa soprattutto di:
arte;
storia;
memoria;
società moderna;
tecnica;
cultura di massa.
Benjamin cerca di capire come la modernità e la tecnologia abbiano cambiato il modo in cui gli uomini vivono, pensano e vedono il mondo.
Critica alla modernità
Benjamin studia molto la società moderna e la vita nelle grandi città.
Secondo lui la modernità cambia profondamente l’esperienza umana.
Nelle città moderne gli uomini vivono circondati da:
rumori;
pubblicità;
merci;
velocità;
immagini;
folla.
La vita diventa sempre più rapida e frammentata.
Secondo Benjamin questo modifica il modo in cui le persone percepiscono la realtà e vivono il tempo.
Gli uomini rischiano di perdere un rapporto autentico con le cose e con la propria esperienza personale.
L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
L’opera più famosa di Benjamin è “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”.
In questo testo Benjamin studia come la tecnologia moderna abbia trasformato l’arte.
Nel passato le opere d’arte erano pezzi unici. Per esempio:
un quadro;
una statua;
un affresco.
Queste opere esistevano in un luogo preciso e avevano una presenza unica.
Con la fotografia, il cinema e le tecniche moderne di riproduzione, invece, le opere possono essere copiate infinite volte e diffuse ovunque.
Secondo Benjamin questo cambia completamente il rapporto tra uomini e arte.
L’aura
Uno dei concetti più importanti della filosofia di Benjamin è quello di “aura”.
L’aura è il carattere unico e irripetibile di un’opera d’arte.
Per esempio vedere un quadro originale in un museo è diverso dal guardare una fotografia dello stesso quadro.
L’opera originale ha una presenza unica legata:
alla sua storia;
al luogo in cui si trova;
alla sua autenticità.
Secondo Benjamin la riproduzione tecnica distrugge lentamente questa aura.
Fotografie, cinema e riproduzioni rendono l’arte accessibile a tutti, ma fanno perdere il carattere unico dell’opera.
La tecnica e l’arte
Benjamin non vede però soltanto aspetti negativi nella tecnologia.
Secondo lui la riproduzione tecnica può anche rendere l’arte più democratica perché permette a molte più persone di accedervi.
Per esempio il cinema e la fotografia portano l’arte fuori dai musei e la rendono accessibile alle masse.
La tecnologia quindi trasforma profondamente la cultura moderna.
Benjamin pensa che il cinema sia una forma artistica molto importante della modernità perché modifica il modo in cui gli uomini vedono e percepiscono il mondo.
Il cinema
Benjamin riflette molto sul cinema.
Secondo lui il cinema cambia completamente l’esperienza dello spettatore.
Nel teatro o davanti a un quadro l’uomo osserva un’opera ferma e unica. Nel cinema invece:
le immagini si muovono;
cambiano rapidamente;
vengono montate;
mostrano dettagli invisibili all’occhio normale.
Il cinema abitua gli uomini a una percezione nuova, veloce e frammentata.
Benjamin pensa che il cinema possa avere anche una funzione critica e politica, perché permette alle masse di vedere la realtà in modo diverso.
Il flâneur
Benjamin studia molto anche la figura del “flâneur”.
Il flâneur è il passeggiatore delle grandi città moderne, soprattutto della Parigi dell’Ottocento.
Questa figura osserva:
le strade;
le vetrine;
la folla;
le merci;
la vita urbana.
Il flâneur rappresenta l’uomo moderno immerso nella città e nella società dei consumi.
Attraverso questa figura Benjamin cerca di capire come il capitalismo trasformi l’esperienza quotidiana.
Le merci e il capitalismo
Benjamin critica il capitalismo e la società dei consumi.
Secondo lui nella modernità le merci assumono un ruolo centrale nella vita delle persone.
Le vetrine, la pubblicità e i prodotti influenzano continuamente i desideri degli individui.
Gli uomini rischiano di vivere circondati da oggetti e immagini senza riflettere davvero sul loro significato.
Benjamin mostra come il capitalismo trasformi anche:
la cultura;
l’arte;
i rapporti umani.
La storia
Benjamin ha una visione molto particolare della storia.
Critica l’idea tradizionale secondo cui la storia sarebbe un progresso continuo verso qualcosa di migliore.
Secondo lui la storia è piena:
di sofferenza;
di violenza;
di oppressione;
di distruzione.
Spesso il progresso dei vincitori si costruisce sulla sofferenza dei più deboli.
Per questo Benjamin pensa che bisogna ricordare soprattutto le vittime e gli oppressi della storia.
L’angelo della storia
Una delle immagini più famose di Benjamin è quella dell’“angelo della storia”.
Benjamin immagina un angelo che guarda il passato e vede solo:
rovine;
distruzione;
tragedie.
Però una tempesta lo spinge continuamente verso il futuro. Questa tempesta rappresenta il progresso moderno.
Secondo Benjamin il progresso spesso distrugge e dimentica la sofferenza umana invece di portare vera liberazione.
Memoria e redenzione
Benjamin pensa che ricordare il passato sia molto importante.
La memoria deve salvare dall’oblio:
le vittime;
gli oppressi;
chi è stato dimenticato dalla storia ufficiale.
Secondo lui la filosofia e la storia non devono raccontare solo le vittorie dei potenti, ma anche le sofferenze di chi è stato sconfitto.
La memoria ha quindi un valore etico e politico.
Critica al progresso
Benjamin critica molto l’idea moderna di progresso.
Secondo molti pensatori moderni:
più tecnica;
più scienza;
più industria;
significano automaticamente una società migliore.
Benjamin invece pensa che il progresso tecnico possa convivere con:
guerre;
sfruttamento;
violenza;
disumanizzazione.
La modernità quindi non garantisce automaticamente libertà o felicità.
Influenza del marxismo
Benjamin è influenzato dal marxismo, soprattutto nella critica al capitalismo.
Però il suo marxismo è molto originale perché unisce:
politica;
arte;
religione;
memoria;
cultura.
Secondo Benjamin la trasformazione della società non dipende solo dall’economia, ma anche dal modo in cui gli uomini vivono il tempo, la storia e la cultura.
Differenze con Adorno e Horkheimer
Benjamin è vicino alla Scuola di Francoforte ma ha idee in parte diverse.
Adorno e Horkheimer vedono spesso la cultura di massa in modo molto negativo.
Benjamin invece pensa che strumenti moderni come il cinema possano avere anche aspetti positivi e rivoluzionari.
Secondo lui le nuove tecnologie possono cambiare il modo di vedere il mondo e aiutare a sviluppare una nuova coscienza critica.

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