Arthur Schopenhauer




Arthur Schopenhauer è un filosofo tedesco dell’Ottocento ed è conosciuto soprattutto per la sua visione pessimista della vita. Secondo lui, la vita umana è segnata dalla sofferenza e la vera felicità è difficile, quasi impossibile, da raggiungere.

Schopenhauer dice che il mondo ha due aspetti. Da una parte c’è il mondo così come lo vediamo e lo percepiamo ogni giorno: persone, oggetti, natura. Questo mondo non è la realtà vera, ma solo una rappresentazione, cioè il modo in cui la nostra mente ci fa vedere le cose. Dietro a ciò che vediamo, però, esiste una realtà più profonda, che Schopenhauer chiama “volontà”. La volontà è una forza irrazionale, cieca, che non pensa e non ha uno scopo preciso, ma vuole solo continuare a vivere. Questa volontà è presente in tutti gli esseri viventi e negli esseri umani si manifesta come desiderio.

Il problema è che l’uomo desidera sempre qualcosa. Quando non ottiene ciò che vuole, soffre; quando invece lo ottiene, dopo poco tempo si annoia e desidera qualcos’altro. Per questo, secondo Schopenhauer, la vita è sempre un continuo passaggio tra dolore e noia. La felicità esiste solo per brevi momenti e non dura mai a lungo.

Da questa idea nasce il pessimismo di Schopenhauer. Egli pensa che vivere significhi soffrire, perché siamo schiavi della volontà e dei nostri desideri. Per lui, il dolore è una parte inevitabile dell’esistenza e la felicità non può essere stabile.

L’arte può aiutare l’uomo a stare meglio, anche se solo per poco tempo. Quando osserviamo un’opera d’arte o ascoltiamo musica, smettiamo per un attimo di pensare ai nostri desideri e quindi anche di soffrire. La musica, in particolare, è molto importante perché esprime direttamente la volontà. Tuttavia, questo sollievo è solo temporaneo.

Secondo Schopenhauer, il comportamento morale nasce dalla compassione. Essere buoni significa capire che tutti soffrono come noi e quindi provare pietà per gli altri e aiutarli. L’unico modo per ridurre davvero la sofferenza è rinunciare ai desideri, vivere in modo semplice e distaccato, cercando di spegnere la volontà di vivere. Questa idea è influenzata dalle religioni orientali, come il buddhismo.



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